Lo scrittore norvegese premio Nobel Jon Fosse ha ricevuto la Lupa Capitolina in Campidoglio. La massima onorificenza riservata a personaggi illustri e artisti particolarmente meritevoli, è stata consegnata dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri in aula Giulio Cesare. Jon Fosse, prima della cerimonia, si è intrattenuto in un breve colloquio nello studio del Sindaco alla presenza anche dell’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio. Poi, dopo il tradizionale affaccio dal balconcino sul Foro Romano, ha firmato il “Libro d’Oro Capitolino” nella Sala delle Bandiere. Lo scrittore, drammaturgo e poeta norvegese, premio Nobel per la Letteratura 2023 per la riconosciuta capacità di dar “voce all’indicibile”, è considerato una delle figure di maggior rilievo della scena contemporanea. Celebre in particolare per Settologia, opera monumentale in sette parti, i suoi libri sono stati tradotti in oltre 40 lingue e i suoi testi teatrali sono stati messi in scena in tutto il mondo. Fosse è stato protagonista anche delle Anteprime di “Letterature Festival Internazionale di Roma”. Alle ore 21, nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, il premio Nobel ha dialogato con la scrittrice Claudia Durastanti e il traduttore Andrea Romanzi. “Con questo riconoscimento – ha affermato il sindaco Roberto Gualtieri – speriamo di farla sentire un po’ a casa, Roma rimarrà in ascolto della sua voce. La Lupa Capitolina è il segno con cui la città esprime gratitudine per la sua opera e la sua poesia. I suoi libri sono un’occasione di nutrimento per l’interiorità, un significativo richiamo alla speranza, soprattutto in questo anno del Giubileo. Roma è una città letteraria, intessuta di racconti e di trame, di cultura che affonda le radici nei secoli. Sono tanti gli eventi letterari che si svolgono in città e siamo grati per la sua partecipazione al Festival Letterature. Roma ha apprezzato le sue opere ben prima del Nobel. Siamo orgogliosi che la nostra città sia stata una delle prime a mettere in scena le sue opere. Roma è lontana dai paesaggi che abbiamo imparato a conoscere attraverso la sua scrittura ma qualcosa ci unisce: Roma è il centro della cristianità che lei ha abbracciato. Siamo da secoli una comunità sensibile alla dimensione spirituale che permea la sua opera”. “Sento un profondo legame con Roma, come chiunque vive in Europa. Le radici della civiltà cattolica – ha detto Jon Fosse – affondano in questo luogo. Al momento vivo in Austria, poco fuori Vienna, dove ci sono molte rovine della Roma antica. Desidero ringraziare il sindaco e tutta la città per la calda accoglienza e per questo riconoscimento importante. Oggi mi ritrovo a Roma ospite del sindaco dopo essere stato a Santa Marta in Vaticano. Una esperienza incredibile. È passato molto tempo dall’ultima volta in cui sono stato a Roma, avevo 16 anni e viaggiavo in Interrail. Sono tornato poi 20 anni fa, invitato alla Cappella Sistina insieme ad altri artisti da Papa Benedetto XVI e ricordo un messaggio molto forte: sebbene gli artisti non hanno bisogno della Chiesa, la Chiesa ha bisogno degli artisti”.