La giunta comunale ha già approvato lo schema di “Protocollo d’Intesa per la candidatura della città di Viterbo a Capitale Europea della Cultura per l’anno 2033” e Palazzo dei Priori si prepara ad illustrare nella sua sala consiliare modalità e tempistiche per rispondere alla Open Call per la Candidatura della Città di Viterbo a Capitale Europea della Cultura 2033.
L’open call è uno strumento finalizzato alla raccolta e alla selezione delle idee progettuali che andranno a comporre la strategia culturale di Viterbo che verrà declinata all’interno del
primo dossier di candidatura all’iniziativa di Capitale Europea della Cultura (ECOC) 2033, che Viterbo dovrà presentare tra il 2026 e il 2027.
L’Amministrazione, forte del desiderio di vedere coinvolti tutti i cittadini nel percorso di candidatura di Viterbo a ECOC e convinta che solo insieme si possono raggiungere i traguardi più ambiziosi, rivolge questa open call a tutti: cittadini, enti, organizzazioni e associazioni culturali, sociali ed economiche della Provincia di Viterbo, con l’obiettivo di mettere insieme idee progettuali in linea con i macro-temi e i criteri per la valutazione delle candidature delle città individuati dalla normativa europea.
Intanto la bozza di protocollo d’intesa che serve a definire le modalità di collaborazione tra le parti per la promozione e il coordinamento delle attività necessarie alla candidatura sta già circolando tra i principali stakeholder amministrativi, al fine di dar vita a breve giro al comitato promotore. Palazzo dei Priori rende noto di aver già richiesto e ricevuto 50 delibere dei Comuni della provincia attestanti l’adesione e supporto alla candidatura di Viterbo e la disponibilità a partecipare al costituendo Comitato Promotore.
Il protocollo sarà sottoscritto da Comune, Regione, Provincia, Diocesi, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Viterbo e dell’Etruria meridionale, Direzione regionale Musei nazionali Lazio, Ville Monumentali della Tuscia, Unitus, Camera di Commercio, Biblioteca consorziale di Viterbo e Fondazione Carivit.